Gli schemi di comportamento

Un bambino che cresce, diventa una persona e acquista i così detti “schemi di comportamento”, cioè acquisisce l’abitudine di reagire sempre alla stessa maniera di fronte a determinati eventi, come per esempio fare la pupù nel pannolone anche se non avrebbe più l’età per farlo. Negli schemi di comportamento il bambino prova piacere, per esempio quello che si butta per terra e urla o quello che continua a chiedere “voglio questo, voglio quello”, oppure ancora il bambino che tira calci quando viene sgridato.

Gli SCHEMI soono dunque reazioni standard del bambino che reagisce a schemi di comportamento della mamma. Se gli schemi della mamma sono sbagliati, il bambino si comporterà in quel modo reagendo di conseguenza, vale a dire che se la mamma tende ad usare degli schemi sbagliati, il bambino continuerà anch’esso a reagire nel modo sbagliato.

Le mamme tendono ad avere con bambini molto piccoli atteggiamenti errati trattando il bambino come se fosse un gattino, senza parlargli, senza stabilire “UN RAPPORTO”. Anche al bambino molto piccolo bisogna parlare, comunicare perchè altrimenti non sentirà la relazione, non sentirà di avere stabilito un rapporto con la madre. Con i bambini bisogna parlare, parlare, parlare molto, anche quando sono molto piccoli.

Il bambino non deve essere considerato un appendice. Se una mamma tratta il proprio figlio fino a 2 anni, 2 anni e mezzo in questo modo pensando che tanto lui non capisce, allora poi quando avrà 3 anni e avrà formato pertanto una propria personalità, allora egli tenderà ad ARRANGIARSI, reagendo di conseguenza.

Questo atteggiamento si riproporrà in futuro non solo con mamma e papà, ma poichè l’avrà acquisito e fatto proprio, tenderà a metterlo in atto con chiunque tutte le volte che vorrà ottenere qualcosa. Se sarà stato trattato come un animaletto, avrà la tendenza a fare l’animaletto.

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