Cara mamma Chiara,
innanzi tutto complimenti perchè diventare mamma a 21 anni non è da tutti. Io penso che le minacce e le botte siano la cosa più brutta che si possano fare nei confronti di un bambino, passino le punizioni, ma guai a ritirarle una volta che si sono date: perderesti di credibilità. E d'altra parte, sei riuscita ad ottenere dei buoni risultati sculacciando tuo figlio? Non credo proprio.
Se pensi che una punizione sia adeguata nel momento e nella misura, devi rispettarla perchè se cambi idea tuo figlio penserà che facendo leva sui tuoi sentimenti riuscirà sempre a schivarla. I bambini sono noiosi e hanno un carattere ribelle quando si accorgono che di fronte hanno un adulto cedevole e confuso: noi dobbiamo trasmettergli sicurezza, quando parliamo, quando agiamo, intendo dire non che devi essere rigida o dura ma devi essere risoluta e decisa nelle scelte che fai per il bene di tuo figlio… mi rendo conto che è un lavoro duro e faticoso, ma alla lunga ricambia perchè i bambini si rendono conto che hanno di fronte una persona che ha le idee chiare su ciò che è bene per lui, e che non è disposto a cedere per nulla al mondo.
Certo, potrà anche succedere che qualche volta gli adulti esagerino o diano punizioni o risposte non appropriate, nella misura intendo, magari troppo grandi per il tipo di marachella, ma si sa, il nervosismo può fare brutti scherzi, l'importante è che tuo figlio non scorga la tua confusione, il tuo sconcerto altrimenti si sentirà lui stesso confuso e non crederà più in te. Se ti sei resa conto che una punizione o una tua reazione sono state eccessive, non cambiare binario subito, rifletti su ciò che hai fatto, prendi atto che sei stata eccessiva, e la volta successiva ripromettiti di agire in modo diverso.
Lo ripeto e non smetterò mai di ripeterlo: la pazienza è la virtù dei forti, e chi deve dimostrare di averne acquisita nel corso della propria esistenza siamo noi adulti. Solo dando il buon esempio i nostri figli imparano a loro volta ad essere pazienti, ma mi raccomando, non cedevoli: essere pazienti non significa essere cedevoli, ma significa instillare nei nostri figli a piccole martellate tutti i giorni, tutti i giorni, tutti i giorni ciò che riteniamo sia giusto, poco alla volta.
Tata Siria